Cesare - 13 October 2002
Oggi è tornato il sole in romagna...stamattina mi sono svegliato alle 9, 40 e dalle finestre della mia camera / mansarda fili di luce entravano quasi come per salutarmi... La televisione mi ha informato delle 200 persone morte a Bali.... E' strano il modo in cui affrontiamo quello che accade al nostro pianeta. Da quando sono capace di intendere e di volere, (quindi da pochi anni), il mondo ha subito centinaia e centinaia di catastrofi, a partire dai terremoti di Los Angeles, alle guerre in Africa e in Medio Oriente, alle crisi economiche, alle alluvioni nei paesi Orientali, passando per le uccisioni di genitori da parte di figli impazziti, criminali giustiziati in nome della libertà, all' abbandono di minori, rapimenti e quant' altro, per finire con gli attacchi terroristici dell' 11 Settembre. La lista di massacri, ingiustizie allucinanti e sangue versato potrebbe andare avanti per ore ed ore.Forse potrei continuare a scrivere fino a stasera se la mia memoria mi permettesse di ricordare quello che in cinque, sei anni, ho visto al telegiornale, letto sui quotidiani, guardato coi miei occhi. Eppure non c'è stata una volta in cui tutto quello che è successo mi abbia toccato. Ora, non prendetemi per pazzo.Cerco solo di essere onesto con me stesso. Esiste un episodio che mi abbia fermato, buttato a terra, rotto le ossa? Sono mai stato veramente io la vittima di questi soprusi, di queste idiozie? No. Eppure ho sempre guardato con interesse quasi feticista le morti e i cadaveri che simpaticamente il Tg1 metteva in onda ogni sera, tra un servizio sull' ultimo film di Pieraccioni e Ceccherini, che in mezzo toscano facevano allusioni sessuali alle belle tette della giornalista, e un servizio sull' Euro che ha fatto salire i prezzi del mercato della frutta di Roma. E chissà quante volte, mentre aspettavo colmo di ansia di salire sul palco per cantare 50 special in un programma noioso della Rai, sul canale prima o dopo, qualcuno a casa stava guardando uno speciale su una qualsiasi delle tragedie mondiali in corso. Ieri una bomba potentissima ha distrutto centinaia di vite, oltre che a centinaia di sogni di centinaia di persone, e per la prima volta, una tragedia di queste dimensioni mi sfiora. Anzi, neanche mi sfiora, ma tocca da vicino persone a me care. E la cosa mi fa riflettere molto, perchè le mie sensazioni sono diversissime da quelle che provo quando ascolto alla radio delle imbarcazioni di profughi affondate nel mar Adriatico, o degli stupri, o delle morti nel mondo. Mi accorgo che quando i pericoli o le ingiustizie ci sfiorano davvero, torniamo ad essere quello che siamo, senza condizionamenti.Che saremmo pronti a scendere in piazza, ad urlare, a dare una mano.Che siamo più calmi, che siamo più disponibili.E che la vita assume un valore diverso.Più vero, ma più fragile. E mi sento colpevole, per tutte quelle volte in cui ho guardato le immagini delle due torri che cadono e venti minuti dopo stavo ridendo ubriaco in una discoteca. Più che colpevole mi sento stupido. Per carità, smettere di vivere o di avere una vita normale sarebbe come morire insieme alle migliaia di innocenti persone che nel mondo ogni giorno perdono sangue e muoiono senza pietà.E forse è quello che vogliono i terroristi, o i dittatori o gli assassini. Ma andare a dormire senza prendere coscienza di quello che sta accadendo nel mondo mi fa sentire idiota. Onestamente non so come pensarla.Dovremmo tutti fermarci?O dovremmo continuare a vivere chiedendoci in che mondo viviamo? Dobbiamo lasciare che gli eventi distruggano quello che noi più giovani vogliamo creare o dobbiamo ribellarci con forza a tutto questo? Dobbiamo smetterla di creare con entusiasmo il nostro futuro sperando di essere fortunati e di non essere tra le vittime, o dobbiamo lasciar perdere il futuro perchè sta andando tutto alla rovescia il presente? Dobbiamo mandare a quel paese i nostri genitori che danno tutto loro stessi per farci avere tutto, e di più, perchè lo perderemo in futuro se non cambiamo le cose, o dobb??˙??????k??è???¨??iamo approfittare del loro amore, della nostra ricchezza, del nostro benessere, perchè è rara e ha valore? Dobbiamo scappare perchè è in pericolo la nostra vita o correre in aiuto della vita altrui? Io a tutte queste domande, probabilmente a causa della mia giovane età non so dare una risposta.O meglio, credo che forse bisognerebbe fare entrambe le cose.E non solo una. Ma devo dirvi la verità, sono disorientato nel vedere la sofferenza del mondo e dall' altra parte della tv la nostra tranquillità, la povertà degli altri e la nostra ricchezza, che in qualsiasi momento, potrebbe svanire. Eppure io stesso sono tranquillo.Dopo, se mi va, vado a prendermi un gelato e vado al cinema.Casomai vado a vedere Pinocchio, che è una metafora sulla vita, ma purtroppo solo della mia, non di quella di milioni di altri visi e di altri occhi. Cosi allo stesso modo le canzoni che scrivo, rappresentano la vita di tanti ragazzi e di tante ragazze, eppure non di centinaia di bambini che muoiono tra le strade di Calcutta, o trucidati vivi nella ex Jugoslavia pochi anni fa. Non so cosa pensare.Vorrei sapere il vostro parere. Non mi importa nulla di sapere quanto siamo tristi per quello che accade nel mondo, tanto tutti noi abbiamo coperte, tetti, cibo, tv, amici, istruzione, vita. Vorrei che mi aiutaste a capire cosa dovremmo fare di fronte a quello che sta succedendo.Siccome sappiamo benissimo che nessuno di noi, domattina partirà per una missione volontaria, ma dormirà sogni più o meno tranquilli.