24 settembre 2008

IL 26/9 ESCE "IL PRIMO BACIO SULLA LUNA", NUOVO CD DI CESARE CREMONINI

di Giovanni Zambito

Dopo il grandissimo successo con il complesso dei Lunapop e gli album da solista "Bagus" e "Maggese" cui è seguito un lavoro live, Cesare Cremonini si ripropone al suo pubblico con un nuovo cd di inediti intitolato "Il primo bacio sulla luna" (Warner) disponibile nei negozi dal 26 settembre.

L’intero album è stato quasi tutto registrato presso i nostri studi bolognesi, i Mille Galassie Studios tra la fine di Aprile e la metà di Luglio del 2008 e contiene dodici tracce per ognuna delle quali Cesare Cremonini (nella foto di Paolo Regis) ha scritto delle note che riportiamo in parte.
1. Louise: “è la mia musa personale! Il nuovo album si apre quindi con una invocazione, un grido di un artista a caccia di parole e rime il cui approdo sul foglio bianco non è per nulla scontato; è un pezzo "strano" per un artista solista, ma è il chiaro omaggio al mondo delle band.
2. Dicono di me: “E' stato "l'apripista" di questo nuovo disco. Volevo che uscisse una canzone allegra qualche mese prima dell'album, per vivere il periodo di lavoro più duro, quello in studio, con la carica giusta. Il testo parla di pregiudizi, e cerca ironicamente (e disperatamente) di esorcizzarli”.
3. Le sei e ventisei. “L'ho scritta al pianoforte alle sei e ventisei del mattino, a Bologna. Dentro a questa canzone di soli quattro minuti e mezzo c'è un mio piccolo, umile "romanzo". Si pone l'obiettivo di raccontare, strofa dopo strofa, le vicende di un uomo disperato, al confine tra la notte e il giorno. Bologna (ma forse ogni città italiana in generale) è capace di mischiare ingredienti diversi sotto lo stesso cielo: il sacro e il profano, le prostitute seminude sui viali del centro storico e le chiese illuminate a giorno durante tutta la notte. Mentre la scrivevo avevo in mente i cantautori che ho amato di più: Lucio Battisti, Bob Dylan, Lucio Dalla, Vasco Rossi, Giorgio Gaber, Francesco De Gregori. Forse questa canzone è il risultato di tante briciole di questi cantautori, unite a comporre una ricetta nella quale mi riconosco con grande consapevolezza: il pop che non rinuncia a dare importanza alle storie che racconta".
4. La ricetta (…per curare un uomo solo). "Esiste una ricetta per curare la solitudine? Certo che sì. E' la nostra fantasia. Inventarsi un mondo tutto per sè per sfuggire alla realtà: è questa la storia di un lattaio di Via delle Fragole (strada realmente esistente a Bologna), che frustrato dalla monotonia del suo lavoro chiude a chiave la porta di casa e si reinventa cuoco, regalandosi, ricetta dopo ricetta, momenti di pura creatività. La canzone è insieme un omaggio alla fantasia e al coraggio di sapersi guardare dentro, scoprendosi giorno per giorno".
5. L’altra metà. "E' una canzone piuttosto classica, la più melodica del disco, scritta dopo aver letto un saggio sull'evoluzione dell'uomo nel corso della sua storia. Parla dei chilometri fatti, delle avventure intraprese alla ricerca... dell'altra metà che sembra sempre irraggiungibile, ma non è così: basta aver occhi per "vedere" e ci si accorge che le cose più belle della vita non vanno cercate troppo lontano, e il più delle volte sono proprio a un palmo dal nostro naso ma non ce ne rendiamo conto. L'arrangiamento di archi è stato registrato negli Air Studios di Londra, e sono stati scritti con la collaborazione di Nick Ingman".
6. Il pagliaccio. “L'ho scritta a sedici anni. Ha una storia molto particolare. Durante le registrazioni di Squèrez (1999), il nostro piccolo studio confinava con la casa di alcuni amici, la cui figlia aveva appena quattro anni. Capitava spesso che Valentina, questo è il suo nome, ci bussasse alla porta per curiosare tra i microfoni e canticchiare le nostre canzoni ancora sconosciute in quel periodo. Un giorno per scherzo decidemmo di registrare la sua voce e, prendendo la cosa come un gioco, ne facemmo una "ghost track" dell'album. Qualche minuto dopo la fine dell'ultimo brano di Squèrez infatti, la voce di Valentina interrompe il silenzio intonando la prima strofa de "Il pagliaccio". Questa storia ci procurò diverse denunce (compresa quella di un prete che ci accusò di... satanismo!) da parte di alcuni genitori, arrabbiati perchè questa voce pare avesse turbato il sonno dei loro figli… Sono passati ben dieci anni da quel giorno".
7. Qualsiasi cosa. “E' la mia prima canzone... "non mia". Ma è una delle mie canzoni preferite di questo disco. A dire il vero ho scritto la musica, ma il testo è una bellissima poesia di Patricia Binazzi, una mia cara amica di Bologna".
8. Chiusi in un miracolo. "E' l'unica vera "canzone d'amore" del disco. Quando l'ho scritta pensavo alla musica soul e al r'n'b americano, e certi passaggi musicali ne hanno subito una leggera influenza. E' il bisogno di semplicità, di pace ritrovata grazie alle cure di una donna capace di far tornare il sorriso dopo una giornata di stressante lavoro. E' la necessità di trovare un mondo tutto per sè dentro agli occhi di qualcuno, tra un bacio ed una carezza".
9. Figlio di un re. "Quando l'ho scritta pensavo a Bob Dylan e stavo ascoltando l'album "Blood on tracks". La scelta di far durare il brano più di cinque minuti e chiuderlo con l'intreccio di soli di chitarra, hammond e tromba è un chiaro omaggio alla musica jazz e latin jazz, che ho imparato ad apprezzare grazie ai miei musicisti e a Ballo, che (non si direbbe) ne è un grande appassionato".
10. Dev’essere così: è una canzone che ho presentato e pubblicato nel mio primo disco live "1+8+24" e che è stata un singolo trasmesso in radio in una versione più completa. Ho scelto di inserirla nella sua versione originale, chitarra piano e voce, perché nel live (distribuito in copie limitate) non aveva ottenuto la meritata visibilità, pur essendo diventata una tra le canzoni più amate dal mio pubblico. L'ho scritta in tre minuti a New York, dopo essere rimasto folgorato dalla visione del film 8 e 1/2 di Federico Fellini".
11. Il primo bacio sulla luna. La "title-track" del disco descrive la nostalgia che proveremo per l'amore e per i sentimenti quando il nostro pianeta non sarà più vivibile e saremo costretti a partire per cercare nuova vita altrove, magari sulla luna. E' la storia di un astronauta e dei pensieri che lo avvolgono dal momento della partenza fino all'entrata nello spazio, nel vuoto, dove in modo straordinario il suo cuore continua a battere, a parlargli di un amore lontano anni luce ma che rappresenta l'unico appiglio alla vita. E' una canzone "fantastica" che parla del futuro, e si appoggia su una base inizialmente molto "Tarantiniana", poichè ho sempre trovato similitudini tra lo spazio celeste ed il deserto".
12. Cercando Camilla: è lo strumentale che ho scritto per questo album, ed è anche il più allegro tra quelli finora pubblicati. Una composizione nella quale ho cercato di arrangiare per orchestra un brano di musica classica. Piuttosto semplice ma le cui influenze sono smaccatamente Felliniane (e di Nino Rota). E' stato un piacere suonare il pianoforte, circondato da quasi quaranta elementi di questa meravigliosa orchestra diretta da Nick Ingman. Un piacere ma anche una grandissima emozione!"