30 maggio 2008 <<Le mille galassie della mia musica ora sono a Bologna>> Il cantautore, ex Lunapop, dopo varie peregrinazioni è tornato in città, ha aperto uno studio di registrazione e oggi lancia in radio il nuovo singolo "Dicono di me" A Porta Santo Stefano campeggia la sua foto, «ancora non ci credo». Un´impronta lasciata su una città che è dentro la sua musica, perché «le mie canzoni le ho sempre scritte sotto questo cielo». E´ tornato a casa, portandosi dietro un baule pieno di esperienze, lasciando che la terapia del maggese (espediente contadino riletto in chiave filosofica, che ha dato il titolo al suo ultimo album di inediti) portasse buoni frutti. E i frutti stanno maturando: Cesare Cremonini, classe 1980, eppure già tante peregrinazioni musicali, torna in radio oggi con "Dicono di me", il singolo che anticiperà il suo quinto album (contando anche lo "Squérez?" che lo lanciò con i Lùnapop nella discografia nazionale a bordo di una "50 special"), probabilmente sugli scaffali dei negozi entro metà ottobre. Ma la novità più grande è che questo brano è stato registrato proprio qui, «vicino alle Due torri, a un passo dalla mia famiglia», nei nuovi studi "Mille galassie", un regalo che Cesare si è voluto fare. Una scelta che può apparire controcorrente. I Negramaro vanno a San Francisco per incidere e a pochi mesi di distanza Cesare Cremonini registra una canzone a Bologna... «Niente affatto. Questo è il primo album della mia vita totalmente made in Bologna. Negli ultimi anni ho girato parecchio, "Maggese", per esempio, è targato Londra. Le esperienze all´estero sono belle, ma sono solo un punto di passaggio, non di arrivo: servono ad aprire gli occhi e le orecchie e a provare una sensazione grossa, a vedere altre forme e altri colori quando si torna a casa. Ciò che è veramente controcorrente è mettere in piedi uno studio proprio in un momento di crisi della discografia. Ma se al centro di un progetto c´è la qualità» Che si dice di Cesare Cremonini in "Dicono di me"? E´ una canzone contro i pregiudizi, tutti dobbiamo farci i conti prima o poi. Ma è soprattutto una canzone d´amore, l´amore verso la musica, che ho trasposto in un testo scritto qualche anno fa. Si tratta di un brano energico, che mi dà la carica giusta per confezionare l´intero album. Appena 28 anni, e già quasi dieci di carriera. E´ un vantaggio o un rischio? Io lo dico sempre alle ragazze che sono già sposato. Lo sono con la musica, faccio questo mestiere da sempre. Non so cosa mi riserva il futuro, se mi metterò a fare musical come Riccardo Cocciante o fonderò una band nuova. Quello che conta per me è affidarmi a questo lavoro, perché è come un binario che non mi fa cadere. Per un cantautore come me è necessario vivere, pensare a sé stesso, provare emozioni per poter scrivere. Quello che mi interessa è raccontare negli album qualcosa di me. Ben venga dunque il tempo del maggese. Di Cesare Cremonini dicono che sia tifosissimo del Bologna. Pronto per la gara che può valere la serie A? Certo, e sarò al Dall´Ara. Se davvero arrivasse la promozione potrebbe essere una cosa importante per questa città che ultimamente ha perso un po´ di autostima, sarebbe un momento di aggregazione per le persone. Se poi il sindaco spegnesse Sirio, sai che festa ci verrebbe, come per la Ducati. |