19 DICEMBRE 2008: PADOVA
Tappa conclusiva di questa prima parte di tour...in attesa della seconda parte estiva riporto le parole di Walter che riassumono questo breve ma intenso inizio!
"E anche quest'esame è finito.
Direi è stato passato con buoni voti (stavolta non esprimo un mio giudizio),
e in qualche modo lo collochiamo nella "storia" del progetto Cremonini,
storia che devo dire tutti voi piano piano state scrivendo e definendo,
attraverso le vostre considerazioni, attraverso le vostre domande (che implicano
nostre risposte), attraverso i ricordi rimessi piano piano assieme molto
meglio di quanto noi stessi siamo capaci di fare.
1) E' stato un tour-lampo.
Deciso a metà ottobre nonostante ci fosse un'idea precedente meno rischiosa
(pensavamo di fare un tour nei piccoli club). Accettare il rischio di suonare
nei palazzetti, o in posti a grande capienza è stata un po' la voglia di
riprenderci un pubblico più ampio, pubblico che dai tempi dei Lunapop si
era davvero dimenticato di tante cose, o sicuramente disaffezionato nonostante
il tanto, tantissimo lavoro fatto.
Ecco, il numero di paganti è stata la prima novità di questo tour, tant'è
che il concerto di Bologna (giusto per fare un esempio) è il concerto col
maggior numero dei paganti dalla fine dei tempi dei Lunapop ad oggi.
2) Il nuovo pubblico.
E' una delle cose che ha sorpreso giornalisti e addetti ai lavori: il pubblico
di Cesare attualmente è quello compreso tra i 25 e i 45 anni, con un'inedito
equilibrio tra maschile e femminile.
Probabilmente il pubblico maschile si è riavvicinato grazie ad un certo
tipo di brani "Dicono di me" in primis, e la stessa personalità
attuale di Cesare, molto più "uomo", meno esuberante e apparentemente
"esaltato" lo ha reso meno gratuitamente e superficialmente antipatico
ad un certo tipo di persona.
E' stato il ritorno (credo sia solo l'inizio) della generazione di chi ai
tempi dei Lunapop aveva dai 10 ai 20 anni, che adesso ha quasi un bisogno
di riprendere in mano la propria storia restituendole dignità e orgoglio,
ma anche di tanti adulti che ritrovano in un ragazzo relativamente giovane
tematiche e riferimenti musicali che non speculano sulle mode correnti.
3) La band.
Una grande intuizione che è al 100% di Cesare: le coriste.
Credo siano state una bella cosa, decisamente retrò, ma affascinante, con
un ruolo sempre meno di contorno, e se il tour fosse andato ancora avanti
avrebbero potuto riservare tante altre sorprese.
Due enormi cambiamenti: alla batteria l'arrivo di Elio Rivagli, batterista
già al top degli italiani più richiesti, forse sprecato con artisti dal
repertorio troppo piatto perchè lui possa esprimere tutta la sua bravura
e versatilità, oltre che la sua incredibile carica umana. Per fare cose
come fa lui, e su un repertorio così vario e complesso com'è quello di Cesare,
è davvero importante avere una cultura musicale non nata nelle scuole di
musica, ma derivata dalla tua vita. Un esempio davvero. E lo stesso Steve
Orchard (il mio regalo di Natale a Cesare e Ballo, fatto venire in incognito
al concerto di Bologna) ha confermato la sua grande bravura.
Il secondo innesto, Alessandro De Crescenzo, apparentemente giovane e timido
(con venature dark) si è invece rivelato davvero bravo, precisissimo al
pari di Morelli, ma capace di sfruttare e personalizzare ogni spazio a lui
lasciato libero, a cominciare da certi assoli (fantastico quello rockabilly
de "Gli uomini e le donne sono uguali" all'uso della steel guitar).
4) Palco e light designer.
Ero il più scettico quando vedevo su un foglio di carta il progetto, ma
la resa delle luci e del palco è stata per noi la perfetta interpretazione
del rinnovamento legato all'immagine del disco.
Rivedere adesso certe foto con il bellissimo lavoro di luci curato da Mamo
Pozzoli trasmette un'atmosfera che la velocità del momento non sempre faceva
cogliere. Forse perchè ero troppo concentrato su altre cose.
5) Fonico e nuovo impianto.
Con Marco Monforte ci avevamo già lavorato ai tempi del Tour in teatro,
ma stavolta è stato fatto un passo in avanti.
Innanzitutto è cambiato il mixer: siamo passati alla generazione dei digitali
di fascia alta (il Digico) che consentono la memorizzazione di tutti i parametri,
permettono di sfruttare ogni concerto per lavorare sempre più in dettaglio
su ogni singola traccia, su ogni singolo suono.
Marco, nonostante sia molto giovane, è uno dei più ricercati e attualmente
deve dividersi con la Pausini, Elisa e pochi altri.
Anche il sistema di amplificazione è cambiato, e la definizione che molti
di voi hanno notato è stata anche merito di questo impianto, che davanti
ad una band molto tecnica e preparata come quella attuale poteva restituire
dettagli di ogni singolo strumento altrimenti (in passato) inglobati nel
sound generale.
6) Il cantante.
Finalmente ha cantato le canzoni con la loro originale linea melodica.
La cosa è stata notata dai più e gradita: non sempre modificare o riarrangiare
è cosa utile o necessaria. E forse se ne è reso conto pure lui.
7) Scaletta e il repertorio.
E' stata una scaletta decisamente impegnativa, che a parte l'esordio di
Osimo (e contrariamente al mio parere) alla fin fine ha retto ed è stata
capita dal pubblico. E probabilmente in questo Cesare ha ragione quando
sostiene che il pubblico lo si pensa sempre peggio di come invece non sia:
ho visto tanta gente attenta e coinvolta fino alla fine del concerto.
8) Il Forum.
Credo sia la prima volta che si è percepita questa presenza così massiccia.
Nonostante personalmente io non ami il "fanatismo" musicale, devo
dire che sapere che molti di voi si sono sorbiti chilometri e chilometri,
oltre che temperature davvero proibitive mi/ci ha davvero commossi.
Ho visto in questi mesi tanta gente avvicinarsi al forum con uno spirito
nuovo: quello di confrontarsi davvero con chi ha una passione comune. E
che dire dei ragazzi, sempre più partecipi a dispetto di un Cremonini non
più ad appannaggio del solo pubblico femminile?
Lo so che nei periodi di minore attività molti voleranno per altri lidi,
ma questo sta nelle cose, anche se è carino vedere che molti non abbandonano
definitivamente e tornano di tanto in tanto.
C'è una bellissima complicità tra molti di voi che è un valore invidiabile,
come so che ci sono e ci saranno (come avvenuto in passato) sciocche rivalità
o reciproche antipatie, se non addirittura ingiustificati protagonismi.
Beh, spero possano essere bypassate a favore di un atteggiamento un po'
più maturo e meno infantile, certamente più in sintonia con l'oggetto del
vostro interesse.
Alcuni di voi personalmente ho avuto modo di conoscere e salutare, e vorrei
ancora scusarmi per le difficoltà di memorizzarvi tutti! Qualcun'altro mi
è capitato anche di mandare a quel paese: gentilezza non è solo buonismo
gratuito ai fini di vendita: siamo persone comuni che fanno un lavoro relativamente
comune, ma che davanti all'invadenza e alla maleducazione non esitano rispondere...!.
9) Un grazie finale
A Daddy, il fonico di palco che è l'angelo custode delle orecchie di Cesare,
ai backliner del palco, compreso lo sfortunato che ha dimenticato asta e
microfono a Bologna, ad Anacleto Papa e Giovanna che hanno curato la produzione,
a Mario Zappa e alla Friends and Partners, a Lucio che è diventato il preziosissimo
"reminder" di Cesare, oltre che nuovo nostro responsabile informatico
(il rinnovamento del forum è tutto merito suo), a Claudio Cressotti, il
"diavolo custode" del cantante (amico per davvero), al nostro
instancabile ufficio stampa (Ginevra Gulinelli, affiancata in questo tour
da Vanna Sedda e Paola Corradini), a tutti i musicisti non citati, insomma,
a tutte le persone che hanno contribuito al suo allestimento e al suo felice
svolgimento."